Alfonso Setti, per tutti noi il “Signor Setti”, se n’è andato. In silenzio, in punta di piedi era arrivato a Santeramo, uno dei primi Salesiani, ed in punta di piedi se n’è andato!
È un luogo comune parlare bene di chi non c’è più, ma lui si è fatto amare da sempre. Sono così innumerevoli le cose buone che si possono dire di lui che è difficile raccogliere e raccontare una antologia della sua vita: un brav’uomo, umile, laborioso, disponibilissimo, capace di spaziare dalla botanica alla musica, dalla recitazione alla gestione del bar dell’Oratorio, dalla profonda e radicata spiritualità agli atteggiamenti più gioviali e spensierati.
In tutti questi anni ha cantato, spazzato, recitato, potato, cucinato, animato, pregato, riparato, piantato, spiantato, manutenuto……ha fatto di tutto!
Nel silenzio e nella più discreta umiltà. Senza aspettare indicazioni da nessuno. Dove c’era da fare qualcosa, lì c’era lui: il metodo preventivo di Don Bosco.
Si sentiva come un secondo padre per tutti noi, lui che non era sposato ma non era neanche sacerdote. Certamente siamo stati i suoi figli, e ci ha amato come gli ha insegnato Don Bosco.
Un papà che con discrezione ed amorevolezza ha dato il suo contributo alla crescita di tanti di noi che oggi sono un po’ più buoni cristiani ed un po’ più onesti cittadini grazie a lui.
L’abbiamo visto spegnersi lentamente, letteralmente consumatosi nel servizio incessante agli altri.
Rimarrà nel cuore di tutti noi la luce dei suoi occhi, sempre vispi ed attenti, azzurri, come il cielo da dove ora continua a seguirci da buon padre che non abbandona mai i suoi figli.
sabato 7 febbraio 2009
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